Normativa

Caso Thyssen-Krupp: emessa la sentenza di primo grado
Nel Tribunale di Torino è giunto a sentenza il processo in primo grado sulla tragedia nello stabilimento della Thyssen-Krupp e abbiamo ascoltato il "Dispositivo" della sentenza con le condanne a carico degli imputati. La sentenza è di primo grado, e ne conosciamo soltanto il dispositivo, quindi è presto per qualunque esegesi, che potrà essere svolta solo dopo la lettura delle motivazioni, particolarmente importanti in questo caso. Un primo dato può tuttavia già essere evidenziato: per la prima volta, in Italia, si è applicato il principio giuridico del "Dolo eventuale" ad un reato di natura colposa, in particolare sulla Sicurezza e Salute sul lavoro. [continua in Caso Thyssen-Krupp: emessa la sentenza di primo grado]

 

 

ISO 26000 E RESPONSABILITA' SOCIALE
ISO 26000 è il nome della nuova norma internazionale di indirizzo sulla Responsabilità Sociale. Il testo finale è stato redatto tenendo conto del consenso raggiuno sui quasi 2500 commenti raccolti nella fase di inchiesta pubblica e, grazie ad un ulteriore lavoro editoriale, è stato tradotto anche nelle altre lingue più diffuse dal globo (francese, spagnolo, tedesco, russo, arabo). La norma ISO26000 è applicabile in organizzazioni di ogni tipo, sia nel settore pubblico che in quello privato, sia in nazioni già sviluppate che in quelle in via di sviluppo. Non è uno standard di certificazione ma contiene linee guida e si pone come strumento ad adesione volontaria per quelle organizzazioni che desiderano operare in maniera socialmente responsabile. La norma fornirà un nuovo paradigma per conseguire obbiettivi economici a lungo termine minimizzando costi sociali ed impatti nocivi sull'ambiente.


In corso la pubblicazione della direttiva comunitaria 2008/99/CE sulla Tutela penale dell'ambiente relativa all'estensione agli illeciti ambientali la disciplina della responsabilità amministrativa introdotta dal D.lgs. 231/2001. Si segnala sul punto l'articolo estratto da "Il SOLE 24ORE" del 6 Giugno 2010.

 

Pubblicazione nella rivista mensile del SOLE 24ORE "Terzo Settore" di Maggio gli obiettivi e dei contenuti delle nuove "LINEE GUIDA PER LA REDAZIONE DEL BILANCIO SOCIALE DELLE ORGANIZZAZIONI NON PROFIT" redatte dall'agenzia per le Onlus: strumento importante per lo sviluppo del terzo settore italiano.


CONSEGUENZE DELLA VOLAZIONE DEL CODICE ETICO AZIENDALE DA PARTE DEI LAVORATORI
Ai sensi del D.Lgs 231/01 sussistono possibili ricadute di nature disciplinare conseguenti la violazione delle disposizioni dei codici etici aziendali. La regolamentazione del procedimento e delle sanzioni è contenuta nell'art. 7 dello Statuto dei Lavoratori (Legge 300/1970). La norma prescrivela necessaria ffissione di un Codice Disciplinare recante l'elenco delle fattispecie  e delle sanzioni. I codici etici possono assumere rilevanza, nel caso in cui intervenga la violazione delle prescrizioni contenute nel corpo degli stessi e solo nella misura in cui il contenuto (in tutto od in parte) degli stessi venga espressamente richiamato o altrimenti integrato nell'ambito dei Codici Disciplinari anche per la contrattazione collettiva di riferimento. Quanto precede è valido con riferimento all'intera azienda, compresi i dirigenti (Vd S.U. della Cassazione, Cass. 7880/2007 e Corte Costituzionale 25 Luglio 1989, n.427).


17/11/2009 – Sentenza del Tribunale di Milano
Sentenza in Materia di Modelli Organizzati ex D.lgs. 231/2001: Viene assolta una SpA operante nel settore delle costruzioni dalla responsabilità amministrativa prevista dal D.Lgs. 231/01 per aver adottato, già dal 2003, un modello organizzativo idoneo a prevenire nella fattispecie, tra gli altri, il reato di aggiotaggio informativo (reato consistente nella diffusione di notizie false e idonee a provocare una sensibile alterazione del valore delle azioni).